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Ottobre 2010 – È facile abitare la bellezza quando lo scenario messo a disposizione è quello della perla del Tirreno, l’Isola di Capri . “Con abitare la bellezza” la danza contemporanea è stata per la seconda volta la protagonista indiscussa della rassegna estiva proposta dalla Fondazione Capri sotto l’attenta regia di Gigi Cristoforetti. Il direttore artistico detta la linea della manifestazione che come ci dice “si propone di valorizzare l’immagine di Capri come isola legata alla presentazione di una produzione artistica di elevato valore internazionale. È stata privilegiata la danza perché è un linguaggio internazionale e perfettamente adatto ad una platea cosmopolita e coltivata sul piano dell’immagine.

dance newsPer potenziare l’obiettivo principale, e per rendere l’isola un vero laboratorio creativo, percepito non solo come luogo di programmazione, ma anche di elaborazione e creazione, ci si propone di far nascere a Capri alcune delle opere più importanti che saranno presentate. “Un obiettivo impegnativo che però è stato pienamente conseguito anche grazie all’instancabile apporto dei membri della Fondazione Capri. Alla fine di agosto, a conclusione del percorso, è stato rappresentato uno spettacolo fuori degli schemi e fuori dai circuiti tradizionali, “Notturno Circense”, un sapiente intreccio tra danza contemporanea e circo contemporaneo, sviluppato in un passaggio all’interno della splendida Certosa di Capri. La performance ha visto alternarsi tre compagnie distinte e sei interpreti che hanno unito il virtuosismo proprio del circo più spettacolare all’eleganza della danza. Hanno aperto lo spettacolo Elsa Caillat, Clémentine Lamouret con Rougecon “Mais alors que fait-on de l’espoir? Compagnia TORON BLUES”. Un numero aereo, ma stavolta è la fune che ci porta ad alzare lo sguardo, ad ammirare la tecnica di due ragazze dalla potenza atletica capace di mescolarsi con la grazia. Un gioco, un rapporto a due, un momento di pura invenzione per due giovani artiste che sono ora agli inizi della carriera.

A seguire “Perpete” con Mika Lafforgue e Sophia Perez, bambola acrobata “incantata” dal suo burattinaio sulle note dal vivo di Tom Neal. Ha chiuso lo spettacolo Joao Paulo Pereira dos Santos. Joao Paulo Pereira dos Santos è probabilmente il più bravo interprete alla pertica in circolazione. La pertica è uno strumento straordinario ed emblematico, che mette alla prova sul piano fisico, ma che può laureare come grandi soltanto gli artisti capaci di essere anche interpreti, di affiancare un po’ di ironia al virtuosismo che toglie il respiro. Per tutti l’appuntamento è per la prossima edizione del festival della Fondazione Capri.

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