Albatros

Dicembre 2009 – Per molti è ancora un’espressione sconosciuta, per altri è un vero e proprio mestiere ma, in generale, altro non è che una metodologia di ricerca sociale capace di intercettare le tendenze e le mode che caratterizzeranno in futuro i nostri stili di vita. Stiamo parlando dello Urban Watching, attività di analisi sociologica che in tutto il mondo vede tantissimi proseliti, ricevendo sempre maggiore riconoscimento anche dal punto di vista accademico e scientifico.

AlbatrosRecentemente celebrato sull’isola di Capri in occasione del “Trendwatching Festival”, il fenomeno è reso possibile e sta sviluppandosi grazie all’opera di specifici “urbanwatchers” (o “trendwatchers”), i quali indagano, girando per le vie della propria città e intuendone le evoluzioni di stile, l’immagine e l’aspetto che questa e i suoi abitanti assumeranno nel futuro prossimo. E’ il caso, ad esempio, di Israel Roca, che nella sua Madrid ha trovato “i sintomi di tante tendenze riscontrabili anche in altre città del mondo, cosa che fa pensare ad un comportamento globale che sta prendendo piede”. Ma quali sono queste mode, quindi, che andranno a caratterizzare le nostre vite nei prossimi anni? “Più che altro – ci confida Roca – è possibile rintracciare 5 parole chiave, ciascuna legata a un determinato filone. La prima è nostalgia: pensando al passato, si cercherà sempre più di recuperare da una realtà diversa elementi e stili da reinterpretare, in memoria dei ‘bei tempi andati’; poi c’è l’intimacy, che è un concetto strettamente collegato al primo, ovvero la ricerca di una domesticità anche in ambienti e situazioni lontane dalla sfera casalinga, sul lavoro come nel tempo libero. Terza parola è invece “urban signs”: i segni del mondo che si evolve sono insiti all’interno delle stesse città, girando per le quali possiamo ritrovare i nuovi filoni artistici e le intuizioni di persone cui, magari, sarebbe necessario dare maggiore risalto dal punto di vista sociale e artistico. Infine, gli ultimi due concetti legati alle nuove tendenze sono quello del “daly aesthetics”, ovvero del gusto dell’estetica nei luoghi della quotidianità, e del “supergreen”, della costante tensione verso uno stile di vita sempre sostenibile e rispettoso dell’ambiente”.

Tali 5 filoni, quindi, si mescolano e si interscambiano in un costante divenire che definisce i temi cardine della nostra realtà e dei nostri stili di vita, evidenziando così la centralità e l’importanza oramai assunta dall’“osservazione urbana” ai nostri giorni. Persone in tutto il mondo lavorano sul campo per riuscire, calandosi appieno nel contesto cittadino, a registrare le discontinuità di quest’ultimo, ciò che rispetto al passato appare diverso e rivisitato. “Lo urbanwatcher – ci spiega Maixut Alvarez Pardo, “osservatrice” colombiana impegnata su Bogotà – non inventa nulla, ma scruta, osserva e, nel caso, rintraccia quali sono gli stili in grado di inserirsi all’interno di un fil rouge di cambiamento globale. Un modo per dare luce ai percorsi di senso che uniscono i vari luoghi e le persone, oltre che per avallare quanto più possibile quel concetto tanto inflazionato di comunità mondiale, che, tuttavia, ad oggi ancora è ben lontano dalla sua realizzazione”.

Carmen Ragosta

Dicembre tutto da… mordere!

Ci prepariamo a un dicembre intenso, fatto di luci, magia, evasione, party e nuove emozioni da rivivere. Un mese che non dimentica di appassionarsi alla moda, e che inneggia al vampirismo: abiti lunghi, visi pallidi, eleganza chic, trucco da seduttrici, gioielli “all fashion” e sangue freddo, nel mese più caotico e carico di impegni dell’anno. Il vampirismo è la nuova tendenza che ha contagiato tutti grazie al successo di film come “Twilight” e libri sull’argomento; noi, però, dovremo essere pronti per “succhiare” non sangue ma eleganza, classe, bon-ton dalle passerelle per essere sorprendenti, surreali, affascinanti, misteriosi e concedersi anche quell’aria un po’ immortale…

Abito lungo, rosso, dalla scollatura profondissima per catturare tutti gli sguardi dei presenti, per lasciare sangue freddo, by Dior. Abito nero di lurex dallo spacco vertiginoso, Givenchy Couture. Mantella nera per essere sempre elegantissime, Giambattiste Valli. Anello mordente da Delfina Delettrez. Smoking ‘Noir’ Nina Ricci. Catena collier in metallo Burberry. Scarpe rivestite di pizzo nero con tacco a clessidra fermato da due boules di perle, Louis Vuitton. Pochette in metallo dorato e raso, Alexander McQueen. Bracciale rigido in strass color notte Yves Saint Laurent. Collier oscuramente luminoso in cristallo mordoré di Baccarat. Smalto “Dahlia Rouge”, Dior.

Vestirsi di ironia e sfilare per le strade del mondo, tingere la realtà coi propri colori per nascondere tutte le negatività, è la chiave di tutto, per riuscire a sentirsi immortali proprio come i vampiri, al di sopra del reale, del quotidiano, per sapere di potercela fare in ogni momento della nostra vita. Auguri a tutti, con la forza del vampirismo, che contagia la moda, le arti, il lavoro, la società e tutti quanti sono ancora bramosi di addentare, prima possibile, la felicità!

Filomena Carrella

Scarica il PDF dell’articolo originale (148 Kb)